di Gian Maria Pitton
Gastone Zen, sindaco di Campiglia dei
Berici per un voto. Giovanni Alessio Oro, sindaco di Foza per
due voti. Antonio Mondardo, sindaco di Grancona per tre voti.
Giuseppe Bertinazzi, sindaco di Dueville per quattro voti. Giuseppe
Castaman, sindaco di Zermeghedo per sette voti. Diego Zaffari,
sindaco di Montorso per dieci voti.
Sono i casi più eclatanti di una consultazione elettorale
che in molti centri della provincia ha significato attese spasmodiche
dell’arrivo dell’ultimo seggio, o addirittura dell’ultima
scheda che poteva, e in qualche occasione ha fatto, la differenza.
Allargando lo sguardo si trovano anche i 50 voti di scarto a Isola
Vicentina, e le percentuali molto risicate con cui a Schio, ad
Arzignano, a Valdagno il primo nella classifica dei candidati
sindaco ha sfiorato il “colpaccio”, l’elezione
al primo turno.
Si aggiunga l’estrema lentezza nello spoglio delle schede,
caratteristica comune a tantissimi, troppi seggi nel Vicentino,
per immaginare quale sia stato lo stato d’animo, o meglio,
i molti stati d’animo dei candidati stessi nel passare delle
ore. Cominciato alle 14 di ieri lo spoglio con l’apertura
delle urne, sembrava fosse sufficiente attendere la sera per conoscere
l’esito delle amministrative. Invece i risultati ufficiali
si sono fatti attendere molto a lungo.